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mercoledì 28 febbraio 2007

Sabato 3 marzo - Sogni di cuoio

Sogni di cuoio
ventitre giocatori sudamericani sbarcano in Italia
li guida il goleador che disse no ai generali d'Argentina


Estate 2001. Una ventina di giovani calciatori argentini e uruguayani arrivano in Italia: i migliori entreranno a far parte di una squadra di serie C2, il Fiorenzuola, senza alcun problema di nazionalità o passaporto perché discendono tutti da italiani. L’innovativo progetto “ ha valenze quasi letterarie, ricordando un racconto di Osvaldo Soriano” sostiene orgoglioso il presidente del Brera Calcio, Alessandro Aleotti . È stato lui, insieme alla società Global, a ideare ed organizzare quello che in realtà dovrebbe diventare soprattutto un business calcistico. Ad allenare il gruppo dei sudamericani viene chiamato Mario Kempes, campione argentino, autore dei due goal che nel 1978 portarono la sua squadra alla vittoria del mondiale, divenuto celebre anche per essersi rifiutato di stringere la mano ai colonnelli che assistevano all’incontro.
È una grande occasione per venti ragazzi che hanno lasciato famiglie, affetti, lavoro, solo perché certi di firmare un redditizio contratto e iniziare subito a giocare in Italia.


Il film percorre cronologicamente l’altalenante dipanarsi della vicenda catturando nelle testimonianze dei responsabili del progetto, del procuratore, dei tecnici, della gente, dello stesso Kempes, ma soprattutto nel quotidiano dei ragazzi, aspetti inquietanti annidati nel patinato e complesso mondo pallone.
Tra promesse e speranze, entusiasmi e ambiguità, pericolose omissioni e attese estenuanti, la romantica vicenda di un gruppo di ragazzi, che per realizzare il sogno della loro vita sorvolano l’oceano percorrendo a ritroso il tragitto già percorso dagli avi, annega in un dedalo incomprensibile di prosaicità, nodi burocratici, storie di fideiussioni, inconfessati campanilismi.
Un documento sul calcio, su quegli aspetti che dagli spalti di uno stadio è difficile cogliere persino per lo sportivo più attento, ma anche un film sull’emigrazione di ritorno, sulla circolarità della Storia, su quegli esseri umani che di generazione in generazione, in una sorta di moto perpetuo, continuano ad attraversare la terra in cerca di un destino migliore.

mercoledì 21 febbraio 2007

sabato 24 e martedì 27 febbraio - L'uomo che sconfisse il boogie



L'uomo che sconfisse il boogie - Le avventure di Secondo Casadei

sabato 24 febbraio incontro con il regista Davide Cocchi


Primo Premio Miglior Documentario Folk Pop Jazz al Roma Music Doc Fest – Festival di Palazzo Venezia

In un'edizione del Resto del Carlino datata 1954, il giornalista riporta ammirato e divertito l'esperienza di una serata in cui Aurelio Casadei in arte Secondo, l'autore di "Romagna Mia", acclamato dalla folla, riduce al silenzio a colpi di musica l'altra orchestra in programma per la serata, quella americana. "Il primato del liscio in sala da ballo viene ripristinato dopo l'invasione dei generi d'oltreoceano avvenuta nell'immediato dopoguerra". "Casadei il Liberatore!", recita un altro articolo del Corriere della Sera. Secondo Casadei da quel momento non è più un suonatore, un musicista, un compositore; diviene un mito, una bandiera. Da quel momento, come recitano gli strilloni del tempo, è l'uomo che sconfisse il Boogie!

"La Musica popolare è stata senza dubbio la più creativa di tutto il 900. La canzone, il ballo e il disco l'hanno valorizzata e resa preziosa, fors'anche per la sua brevità. E' finalmente il momento di non pensarla più come una musica caduca, che vive il tempo di una moda per venire poi dimenticata subito dopo, ma come un'espressione artistica che, specchio di un momento storico, rimane viva e vitale così come è accaduto per la musica importante , la classica, il melodramma, la rapsodica. Ed è attraverso questa nuova e doverosa lettura, che è possibile apprezzare al meglio la musica di questo film: istintiva e semplice ma allo stesso tempo emozionante e vitale. Un documentario le cui immagini, belle e poetiche, traducono il terreno di coltura nel quale questa musica è germogliata e tuttora vive. Felice come la gente che l'ha generata." Renzo Arbore


Note sull'autore
Davide Cocchi nasce a Forlì il 20 settembre 1964. Si laurea in Filosofia all’Università di Bologna. Realizza nel ’96 il videoclip “Voglio il sole” di Neffa e i Messaggeri della dopa - concept e regia con Dee-Mo Peressoni. Nel ‘98 è autore e regista del cortometraggio in 35 mm “Petit Cadeau “ produzione Maxman. Nel ’99 cura la regia dello spettacolo teatrale “All’erta stò” rappresentato a San Vito del Friuli e a Bologna. Cura la regia del video promozionale (15’- dvcam) “Lion in the sun”, realizzato in Kenia, produzione Film Master Clip e del videoclip per Cliptelevision e Motion Picture House, tra cui “Season of your love” da Rent (special guest Skin), e “Five seconds” di Ominostanco (Virgin Records). Nel 2000 cura la regia del programma televisivo on the road “MTV Trip II” con i comici Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Nel 2001 è regista del programma “MTV Trip Espana”. Nella primavera 2002 realizza il programma on the road per MTV MTV TRIP “Loser”. Nel luglio dello stesso anno cura la regia di due spot per Telecom Italia, che hanno come testimonial “Le Iene”: Alessia Marcuzzi, Luca e Paolo, e il videoclip sullo stesso tema del brano “Buonasera dottore”, remake di Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. Nel mese di novembre dirige i nuovi spot Viakal ispirati alla serie tv ‘Friends’, per l’Europa. A dicembre ha girato in Etiopia uno spot sociale a favore del VIS, associazione di volontariato, per sensibilizzare il pubblico sull’emergenza carestia in questo Paese; in occasione del viaggio, ha girato un documentario, in 16mm, sullo stesso argomento. “Ogni volta che te ne vai” è il suo film d’esordio.

martedì 20 febbraio 2007

Frame_riprogrammati_07



da sabato 17 febbraio prima del film si potrà ammirare una mostra dedicata alle immagini televisive “riprogrammate”.

La mostra ospitata nella sala delle proiezioni del convento ha per titolo Frame_riprogrammati_07. «Il mio lavoro – spiega Ègo-Tek, l’artista che ha “riprogrammato” le immagini in esposizione – è consistito nel contrastare le immagini televisive, pubblicitarie e non, con immagini scelte/prese in ostaggio dal mucchio di una programmazione spietata, fatta di palinsesti, che bombarda lo spettatore di stili di vita e consigli sul migliore acquisto, non dimenticando un po’ di buoni sentimenti. Immagini liberate e ricontestualizzate alla luce delle azioni di disturbo creativo esercitate su di esse. Il frame ora è libero di ritornare nel circuito di una programmazione televisiva utopica più calda o forse più fredda, comunque contaminata dalla voglia di ricreare un altro quotidiano più flessibile e meno omologante.»
La mostra è realizzata in collaborazione con Vanessa Sorrentino dell’associazione Artincanti e con il Cinecircolo Fuoriquadro. Resterà aperta fino al termine della rassegna (13 marzo) e sarà visitabile nelle serate delle proiezioni.

mercoledì 14 febbraio 2007

Sabato 17 e martedi 20 - Fascisti su Marte


FASCISTI SU MARTE (una vittoria negata)

Una serie di cinegiornali del ventennio, miracolosamente sottratti alla censura dall’imperante storiografia marxista, riportano in luce una vicenda straordinaria che rende onore e lustro all’era mussoliniana e all’Italia tutta. La conquista e la successiva colonizzazione del pianeta marte per mano di un’indomita squadra fascista nell’anno 1939.
Privi di scafandri, respiratori ed altri inutili orpelli moderni, i fascisti, armati solo di volontà littoria e di imperativi categorici, proseguono tenacemente nell’impresa di dare a Roma e al suo duce un nuovo e più prestigioso ‘posto al sole’. Nato in televisione all’interno del programma satirico ‘il caso Scafroglia’ (RAI TRE – 2002 – per la regìa di Igor Skofiç e la produzione di Valerio Terenzio per StudioUno) Fascisti Su Marte, è una satira retrofuturista sul revisionismo storico, e sul linguaggio della propaganda di ieri e di oggi, che da semplice sketch si sviluppa presto in una specie di minifiction a puntate, pur mantenendo sempre la forma e il linguaggio stentoreo dei cinegiornale di regime. Terminato il breve programma che la ospitava, e stimolati a tamburo battente da un esercito di appassionati rimasti orfani di una storia lasciata a metà, si dà inizio a nuove riprese, sempre supportati moralmente e tecnicamente dal produttore Valerio Terenzio, pensando ad un lungometraggio destinato alla televisione o all’home video. Al progetto si unisce successivamente Domenico Procacci per la Fandango e con audacia e sprezzo del pericolo si decide di trasformare Fascisti su marte in un film per il grande schermo. Nel settembre 2003 una versione di 43 minuti ‘work-in-progress’ viene presentata al festival del cinema di Venezia, dove riscuote un notevole successo. Seguono altri anni di alacri riprese e di pazienti lavorazioni. Il risultato è un film visionario e autarchico, ricchissimo di grafica e di effetti retrodatati a metà tra un Flash Gordon e un (falso) documentario storico, che racconta la storia di un fascismo parallelo e fantascientifico e gioca in allegoria col presente italiano e non, col linguaggio reinverdito della guerra fredda, il nazionalismo, l’intolleranza razziale e religiosa, la fragilità dello spirito democratico, che hanno dominato il dibattito politico italiano negli anni della seconda repubblica. Può l’Italia, ancora accecata e divisa da vecchie ideologie, essere pronta ad affrontare il futuro, qui simbolizzato nella conquista di marte? A Voi!
Corrado Guzzanti

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mercoledì 7 febbraio 2007

Sabato 10 e martedì 13 - BORN INTO BROTHELS



Le persone più marchiate nel quartiere a luci rosse di Calcutta, non sono le prostitute, ma i loro figli. Di fronte alla miseria più nera, agli abusi e alla disperazione, questi bambini hanno pochissime possibilità di sfuggire allo stesso destino della madre e crearsi un’esistenza diversa.
In Born into Brothels, i registi Zana Briski e Ross Kauffman narrano l’incredibile trasformazione dei bambini che hanno conosciuto nel quartiere a luci rosse.
Zana Briski, fotografa professionista, regala ai bambini una macchina fotografica e impartisce lezioni, insegnando loro ad apprezzare la bellezza e la dignità della loro espressività, rendendo la fotografia un mezzo di emancipazione.


Nonostante appartengano all’ ambiente più sordido e senza speranza che ci sia al mondo, hanno rivelato un incredibile talento. Le fotografie scattate dai bambini riflettono qualcosa che va ben oltre la semplice osservazione, dimostrano infatti come l’arte sia un’immensa forza liberatrice.
Briski passa diversi anni con questi bambini e diventa parte della loro vita. Le loro fotografie più che curiosità antropologiche o immagini semplici, riflettono, come prismi, le loro anime e testimoniano il potere indelebile dello spirito creativo.


http://www.fandango.it/default.asp?idlingua=1&idContenuto=1253


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domenica 4 febbraio 2007

sabato 3 e martedì 6 - Volevo solo vivere


Gli italiani di Auschwitz ci raccontano la Shoah

Mimmo Calopresti torna al documentario e lo fa nel senso più stretto del termine, realizzando cioè un documento puro e semplice. Il che non è affatto un limite di Volevo solo vivere, ma è anzi il motivo della sua straordinaria importanza. Nove sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti raccontano la loro prigionia, vittime della più devastante e folle malvagità dei tempi moderni, se non dell'intera Storia dell'umanità (termine, quest'ultimo, adatto come appellativo, ma raramente come attributo). Non manca, in apertura, il filmato d'archivio in cui Mussolini annunciava il varo delle leggi antisemite sulla scorta di una supposta "superiorità razziale", quanto mai opportuno per ricordare ai sempre più numerosi difensori della tesi "italiani brava gente" le precise responsabilità italiane nello sterminio di milioni di esseri umani.
A spiegare Perché gli altri dimenticano era già stato Bruno Piazza nell'omonimo libro-documento. Diventa un'operazione indispensabile, oggi, recuperare alla memoria collettiva le testimonianze di quanti vissero l'orrore dell'Olocausto, perché la vergogna non goda alcuna amnistia. In questa prospettiva Volevo solo vivere rappresenta un tassello di enorme importanza.

giovedì 1 febbraio 2007

il programma di febbraio

inzio spettacoli ore 21

sab 3 - mar 6
VOLEVO SOLO VIVERE
di M. Calopresti
(Ita, 2005, 75’)


sab 10 - mar 13
BORN INTO BROTHELS
di Z. Briski, R. Kauffman
(Ind 2005, 85’)
Oscar 2006 miglior documentario

sab 17 - mar 20
FASCISTI SU MARTE
di C. Guzzanti
(Ita, 2006, 100’)

sab 24 - mar 27
L’UOMO CHE SCONFISSE
IL BOOGIE
di D. Cocchi (Ita, 2006, 60’)
sabato 24: incontro
con il regista
Davide Cocchi

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