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martedì 30 ottobre 2007

Sabato 3 Novembre - LA RAGAZZA CHE SALTA NEL TEMPO



in collaborazione con Ars Ennesima nell’ambito della rassegna Quinto Ottobre Giapponese sarà proiettata un’animazione giapponese in anteprima per l’Italia


LA RAGAZZA CHE SALTA NEL TEMPO di Hosoda Mamoru (2006)


Una liceale maldestra e un po´ maschiaccia, che non sa decidersi tra i due compagni di scuola con cui si accompagna regolarmente, scopre improvvisamente di aver ottenuto il potere di tornare indietro nel tempo. Una commedia sentimentale di grande ritmo e struttura, a metà tra Ricomincio da capo e Orange Road. Premio speciale della giuria al Festival Internazionale di Annecy edizione 2007.

venerdì 26 ottobre 2007

Sabato 27 - Il lato oscuro della Turchia

Questo documentario nasce prima di tutto dall’esigenza di testimoniare la situazione delle comunità curde che vivono nelle baraccopoli delle grandi metropoli turche dell’ovest, baraccopoli frutto della migrazione forzata che durante gli anni ’90 ha costretto milioni di persone a fuggire dai propri villaggi d’origine nel sudest. Migrazione che non ha alla sua base ragioni economiche, ma precise responsabilità politiche.


Gececondu. Il lato oscuro della Turchia ( 60’ )

Documentario-inchiesta sulla situazione delle baraccopoli curde ad Istanbul (o Gecekondu: “abitazioni nate in una notte”) e degli interessi economico-speculativi e politico-culturali alla base del nuovo piano urbanistico che prevede lo smantellamento di queste ultime - ad Istanbul come nelle altre metropoli turche - per far posto a nuovi centri residenziali.
A partire dal febbraio del 2007, secondo i piani di riqualificazione urbanistica decisi dalle autorità politiche del Paese, è iniziato infatti il processo di sgombero delle baraccopoli curde sparse nelle grandi metropoli turche, per fare posto ai nuovi e “riqualificati” centri residenziali destinati ai cittadini turchi di Istanbul.
In base a tali piani, l’intera area di Istanbul riservata ai Gecekondu è destinata ad essere evacuata per lasciar posto a nuove e più “consone” abitazioni per i ceti medio-alti della società civile turca. Da sempre infatti, nell’ideologia ufficiale promossa dal governo e dai mass media del Paese, i Gecekondu sono considerati vere e proprie riserve di criminalità e sovversione, centri di potere deviato dove cova l’illegalità ed il dissenso verso il mainstream ufficiale.
In realtà, dalle numerose missioni compiute, dalle differenti realtà incontrate, dai racconti della gente del posto, dalle interviste fatte alle varie associazioni, partiti politici, organizzazioni per i diritti umani e realtà locali, istituzionali e non, si tratta ne più ne meno di luoghi di disagio, di disperazione ma anche di resistenza: spazi di “riproduzione” delle dinamiche sociali e culturali di quelli che erano un tempo i villaggi di provenienza di queste persone nel sudest del Paese, distrutti ed evacuati dall’esercito turco in seguito alle attività contro la guerriglia del PKK.
Riproposizione di spazi, quindi, che per quanto precari e difficili da vivere dal punto di vista abitativo, sanitario ed occupazionale, quindi economico, avevano il merito di riprodurre lo stile di vita comunitario e di assicurare un’economia di sussistenza fondata sull’agricoltura, sull’allevamento, su piccole produzioni artigianali e su lavori da ambulanti, ecc. Una economia comunitaria di sussistenza che, per quanto “misera”, permetteva a queste persone di sostenersi economicamente e “culturalmente” in un ambiente totalmente sradicato rispetto alla propria cultura e alle proprie tradizioni.
A questo proposito sono state intervistate le principali realtà politiche, urbanistiche ed economiche coinvolte nel piano, ma anche le realtà per così dire "amiche", che si battono per la salvaguardia dei diritti dei curdi di queste baraccopoli. Sullo sfondo la storia di un ragazzo di una di queste baraccopoli, Ayazma, che da Istanbul ripercorre fino a Cizre (Kurdistan turco) il tragitto all’inverso della propria famiglia, costretta alla fine degli anni ’80 a fuggire dal proprio villaggio d’origine per sfuggire alla repressione dell'esercito turco.



giovedì 25 ottobre 2007

giovedì 25 ottobre - Rosso Malpelo

Giovedì 25 viene riproposto il film Rosso Malpelo di Pasquale Scimeca.
Segue una foto di sabato scorso con il film presentato dal regista.

lunedì 15 ottobre 2007

IL REGISTA PASQUALE SCIMECA A BAGNACAVALLO CON IL SUO ULTIMO FILM: ROSSO MALPELO




Inaugura il 20 ottobre la seconda edizione di "nuovo cinema bagnacavallo" con il film Rosso Malpelo e l’incontro con il regista Pasquale Scimeca.
ispirato alla celebre novella di Giovanni Verga.
Girato in Sicilia, in provincia di Enna, proprio nei luoghi dove c'era il più grande bacino europeo per l'estrazione dello zolfo, il lungometraggio affronta il tema dello sfruttamento del lavoro minorile, che ancora oggi riguarda nel mondo 218 milioni di bambini. E di questi, circa un milione trascorre l’infanzia in miniera.


Al film è legato il progetto “Cento scuole adottano mille bambini”, elaborato dall’organizzazione “Movimento laici America Latina”, cui partecipano anche la Cgil, l’Associazione Libera, l’Arci e l’Agis Scuola. Si stanno infatti via via realizzando le proiezioni del film in cento istituti scolastici italiani: il ricavato dei biglietti andrà a costituire un fondo presso la Banca Etica che servirà ad adottare i ragazzini di due comuni boliviani, Atocha e Cotagaita, nella regione mineraria del Potosì, dove ancora molti minori lavorano nelle gallerie. L’obiettivo è di arrivare almeno a 500.000 euro, una cifra sufficiente a garantire per tre anni a 1.000 bambini un pasto completo al giorno, la scolarizzazione e l’acquisto di materiale didattico, oltre a progetti specifici per la depurazione delle acque, l'assistenza sanitaria e l’imprenditoria femminile. Alla realizzazione di questo obiettivo Scimeca aggiungerà sia gli incassi derivanti dalle sale cinematografiche, nelle quali il film sbarcherà in questi giorni, sia quelli dei diritti televisivi.

il film è riproposto giovedì 25 ottobre

Pasquale Scimeca nasce a Aliminusa, in provincia di palermo 1 febbraio 1956
Dopo aver frequentato il liceo si trasferisce a Firenze dove si laurea in lettere con specializzazione in storia contemporanea. Insegna storia e letteratura fino al 1989 quando fonda la casa di produzione indipendente Arbash Film, per la quale scrive e dirige il suo primo lungometraggio in 16 mm, La donzelletta. Nel 1992 partecipa con Un sogno perso al Festival di Taormina. Dirige il suo primo film in 35 mm Il giorno di San Sebastiano nel 1993 e lo presenta a Venezia. Il film vince il Globo d´oro della Stampa Estera come migliore opera prima. Nel 1996 I briganti di Zabut, ottiene una menzione speciale al Festival di Taormina e vince il Gran Premio della Giuria al festival di Grosseto. Nel 2000 esce Placido Rizzotto presentato a Venezia nella sezione Sogni e Visioni , nel 2003 Gli indesiderabili. Nel 2004 l'Alba International Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva. Inoltre al Social Forum di Porto Alegre gira il documentario Senza Terra. Nel 2005 presenta a Venezia nella sezione Giornate degli autori-Venice Days La Passione di Giosuè l´Ebreo. Nel marzo 2007 presenta il film Rosso Malpelo, liberamante ispirato alla novella di Giovanni Verga, al 6° Alba International Film Festival, in luglio vince il premio Amnesty International al Giffoni Film Festival, l'11 agosto il film è in concorso al Clorofilla Film Festival. L'uscita nelle sale è prevista in ottobre.


Riconoscimenti
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* 1993 Globo d'oro per la miglior opera prima a Il giorno di san Sebastiano *
1996 Premio della giuria a I briganti di Zabut al Grosseto Film Festival
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2000 Premio Fedic a Placido Rizzotto alla 57° Mostra d'arte cinematografica di Venezia
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2002 Premio Airone d'oro per la sceneggiatura a Placido Rizzotto al Miami latin film festival
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2005 Premio Unesco a La passione di Giosuè l'ebreo alla 62° Mostra d'arte cinematografica di Venezia
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2007 Premio Amnesty International a Rosso Malpelo alla 37° Giffoni Film Festival