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venerdì 21 dicembre 2007

Si riparte il 12 Gennaio

NUOVO CINEMA BAGNACAVALLO 2008

Il cinema del presente

www.cinemabagnacavallo.blogspot.com

programma gennaio/febbraio 2008

Seconda parte della seconda edizione della rassegna invernale "Nuovo Cinema Bagnacavallo" in programma nel ex-convento di San Francesco dal 12 gennaio fino al 28 febbraio, con due proiezioni la settimana (giovedì e sabato).

Dopo una prima parte della rassegna dedicata al cinema documentario, autodistribuito e anteprime, con ben 6 incontri con gli autori; la seconda parte sarà riservata ai film di qualità usciti in questa stagione cinematografica, ad una serata dedicata alla musica e libri ed un incontro con i documentaristi dell’emilia-romagna. inoltre, grande novità, sarà l’introduzione di corsi di formazione: il primo dedicato alla formazione di videomakers attraverso l’uso della videocamera e il montaggio video tutti i giovedì dal 24 gennaio al 28 febbraio tenuto da Gianni Gozzoli e Alan Angelini, il secondo sarà un workshop col foro stenopeico tenuto dal fotografo Beppe Bolchi, il 23 e 24 febbraio.

Sabato 12 gennaio

Si parte il 12 gennaio con alle 18.30 l’inaugurazione della mostra fotografica di Sabrina dal titolo roCKmagna mia… dove va la musica !?! bel reportage artistico sulla fruizione e ascolto della musica nella nostra regione oggi.

Alle 19 sarà la volta dell’incontro con lo scrittore e musicista bolognese Gianluca Morozzi.

Alle 21 ci sarà uno speciale dedicato al film d’animazione culto del 1968 dei Beatles Yellow submarine”. I Beatles nel film d'animazione culto del 1968. Psichedelico, surrealismo, pop art, per sentire (e capire) gli anni 60.

Presenta la serata Luigi Bertaccini, dj, musicista ed esperto di storia del Rock.

Giovedì 17 gennaio

Proiezione del documentario LE VIE DEI FARMCACI , che ha vinto il premio per il miglior documentario italiano al X festival di Torino CinemAmbiente, e incontro con i registi MICHELE MELLARA E ALESSANDRO ROSSI.

Perché nel Sud del mondo ci sono ogni anno quindici milioni di persone che muoiono a causa di malattie che sarebbero facilmente curabili?” Questo è l’interrogativo che muove i due registi Michele Mellara e Alessandro Rossi in un’accurata indagine capace di svelare i meccanismi che si nascondono dietro al vero e proprio monopolio planetario messo in atto da Big Pharma (ovvero il cartello delle cinque più importanti multinazionali produttrici), responsabile, in maniera più o meno diretta, del perdurare di emergenze sanitarie apparentemente irrisolvibili.

Sabato 19 e giovedì 24 gennaio

Tideland - Il mondo capovolto di Terry Gilliam.

Jeliza-Rose vive assieme ai genitori, entrambi dediti all'uso di eroina: dopo la morte della madre per overdose, la bambina si trasferisce assieme al padre da Vancouver a una vecchia casa in mezzo alla campagna. Qui, deceduto anche il padre, la piccola inizia una nuova vita, circondata da bizzarri personaggi e a metà tra sogno e fantasia…

Sabato 26 e giovedì 31 gennaio

In questo mondo libero di Ken Loach

Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in proprio. Insieme all'amica Rose crea un'agenzia di reclutamento che gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell'immigrazione, clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella stessa direzione.

Sabato 2 e giovedì 7 febbraio

Sicko di Michael Moore

Michael Moore colpisce ancora. Questa volta il suo bersaglio è il sistema sanitario statunitense che costringe migliaia e migliaia di persone a morte certa perché prive di un'assicurazione. Ma questo argomento non è che il prologo di Sicko perché in un breve arco di tempo l'attenzione si concentra su quelli che invece una copertura assicurativa ce l'hanno ma scoprono che le grandi e piccole società del settore escogitano qualsiasi strategia per evitare di pagare il dovuto.


Sabato 9 e giovedì 14 febbraio

Le ragioni dell’aragosta di Sabina Guzzanti

Un pescatore di aragoste contatta Sabina Guzzanti per sensibilizzarla sullo spopolamento del mare nella Sardegna occidentale. Inizialmente non interessata, l'attrice si entusiasma quando scopre il passato di operaio alla Fiat del pescatore. Non solo, ma allestire uno spettacolo per attirare l'attenzione dei media sulle aragoste potrebbe essere l'occasione per riunire la banda di Avanzi dopo 15 anni. Senza contare che Pierfrancesco Loche, una delle colonne del gruppo di allora, si è trasferito nel villaggio di Su Pallosu e sarebbe felice di ospitarli. Inizia così un'avventura artistica e umana esaltante ma anche densa di ostacoli.


Sabato 16 e giovedì 21 febbraio

Fast food nation di Richard Linklater

Il direttore marketing della Mickey's Food Restaurants (una catena di fast food) si trova a dover lasciare il suo comodo ufficio in California per raggiungere il luogo dove si trova l'industria che macella le bestie e produce gli hamburger che fanno la fortuna della sua impresa commerciale. C'è infatti il sospetto che la carne non sia igienicamente a norma. Nello stabilimento di macellazione lavorano numerosi immigrati messicani giunti negli States illegalmente. Il film segue le loro vicende e quelle del manager.

Sabato 23 e giovedì 28 febbraio

Piano Solo di Riccardo Milani

Rimasto profondamente turbato dalla morte accidentale della madre, il piccolo Luca Flores trova una scappatoia dalla realtà suonando il pianoforte. Dopo il diploma al conservatorio viene introdotto al jazz di Bud Powell e nel giro di qualche anno si fa notare dai maggiori musicisti italiani e da Chet Baker, che lo chiama ad accompagnarlo nel tour europeo.

Da segnalare inoltre le seguenti iniziative che si svolgeranno all’interno della sala cinematografica:

dal 12 gennio al 28 febbraio all’interno del cinema mostra fotografica di Sabrina dal titolo roCKmagna mia… dove va la musica !?! Bel reportage artistico sulla fruizione e ascolto della musica nella nostra regione oggi.

tutti i giovedì dal 24 gennaio al 28 dalle 18 alle 20

Corso per videomakers

uso della videocamera e il montaggio video, tenuto da Gianni Gozzoli e Alan Angelini.

Il corso vuol dare una preparazione di base per organizzare e gestire l’intero processo di creazione di un video.

Il laboratorio audiovisivo sarà diviso in due momenti: il laboratorio visivo e quello pratico. Nel laboratorio visivo si attraverseranno le varie forme della produzione audiovisiva (film, videoclip, cortometraggi, documentari). Affronteremo quindi la fase di scrittura e di sviluppo del progetto attraversando i momenti “classici” dello scrivere per immagini: soggetto, trattamento e sceneggiatura. Il Laboratorio pratico fornirà le conoscenze tecniche di base, necessarie alla realizzazione di un video: tecniche di ripresa, utilizzo delle videocamere e dei programmi di montaggio al computer. L’obiettivo finale sarà la realizzazione completa di un prodotto audio-video, risultato di un percorso che vedrà i partecipanti affrontare sia problemi di natura tecnico-pratica che di natura artistica ed estetica.

Docenti: Gianni Gozzoli educatore ai mass media e alla multimedialità nelle scuole medie superiori, operatore culturale nell'ambito cinematografico, videomaker e presidente di un cineclub.

Alan Angelini videomaker, laureato al Dams di Bologna ha lavorato come fotografo, operatore video, assistente al montaggio e alla regia.

Durata: 6 Lezioni - Lezioni di 2 ore - Totale 12 ore

Sede: Convento di San Francesco, via Cadorna 14 Bagnacavallo ̀

Periodo: giovedì sera. 24/01, 31/01, 7/02, 14/02, 21/02, 28/02

dalle ore 18 alle 20

Costo: 90 euro - 80 euro studenti

Per info e prenotazioni: 347 1819575 – fuoriquadro@libero.it

sabato 23 e domenica 24 febbraio

il secondo sarà un workshop col foro stenopeico tenuto dal fotografo Beppe Bolchi

Beppe Bolchi collabora con le più importanti Scuole di Fotografia in Italia. Ha partecipato ad Arles, al Festival Internazionale della Fotografia 2000,2001 e 2005 come curatore di Workshop sulle tecniche creative con l'utilizzo delle pellicole a sviluppo immediato. Sue fotografie sono esposte al Museum of Fine Arts di Boston, Milano, Villajoyosa in Spagna, Glasgow. Sue fotografie fanno parte della Collezione Italiana Polaroid. Molte delle sue immagini vengono regolarmente pubblicate da numerose riviste. Dal 2002 si dedica alla organizzazione di mostre ed eventi fotografici, fra cui la mostra su Ansel Adams dalla Collezione Polaroid tenutasi al Castello Sforzesco di Milano e quella su Giovanni Gastel al Museo del Tessile di Busto Arsizio.

per info e prenotazioni: 349 5758562 – photo@polaser.org

venerdì 14 dicembre 2007

Sabato 15 e giovedi 20 - The U.S. vs. John Lennon





The U.S. vs. John Lennon

Un film di David Leaf, John Scheinfeld. Genere Documentario, colore 99 minuti. - Produzione USA 2006.

"All We Are Saying Is Give Peace a Chance". Il mantra di John Lennon è stato uno degli inni rivoluzionari pacifisti con la più alta capacità di penetrazione nel mondo anglosassone e non. Il più 'politico' dei Beatles (che avrebbe scritto e musicato quell'evergreen che è Imagine) era all'epoca già entrato nella "fase Yoko Ono" che avrebbe poi portato alla dissoluzione del gruppo scatenando le ire dei fan e dando il via alle accuse nei confronti della compagna orientale del musicista.
Questo documentario, che vede l'attiva collaborazione della vedova e che pertanto non può metterla in cattiva luce, ha comunque il pregio di mostrare, attraverso molti documenti inediti e interviste a chi all'epoca era entrato in contatto con il musicista, un'altra faccia della medaglia. È quella di una pop star all'apice del successo che, grazie forse anche a un'infanzia e adolescenza travagliate, sente il bisogno di fare qualcosa per un mondo che sia più in pace con se stesso. Sono gli anni della guerra nel Vietnam e Lennon è pronto a manifestare il suo dissenso in tutte le forme possibili. A partire dal "bed in" ad Amsterdam in favore della pace con la stampa ammessa periodicamente attorno al talamo nuziale fino all'attivo sostegno delle campagne anti Nixon negli States. Ed è qui che ebbe inizio il tentativo da parte dell'FBI di Edgar Hoover (che riferiva direttamente alla Casa Bianca) di espellere l'artista dal territorio americano. Perché giustappunto l'artista stava diventando sempre più 'politico' e riusciva, con il concerto di una sola serata, a far rivedere una sentenza che condannava pesantemente per l'uso di marijuana un'attivista pacifista. Questo Lennon era stato presentato all'epoca in Europa più come uno stravagante performer che come un impegnato militante. Le testimonianze di Walter Cronkite, di Angela Davis, di Ron Kovic (ricordate Nato il 4 luglio?), di George McGovern e di numerosi altri illuminano ora questo aspetto sinora mai abbastanza messo in luce della sua personalità. I Beatles all'epoca apparivano come il gruppo 'perbene' da contrapporre ai dissacranti Rolling Stones. Ma chi può ricordare un altrettanto partecipe attivismo politico da parte di Mick Jagger? Documentari come questo, che provvedono a far rivedere criticamente certi giudizi aprioristici, sono i benvenuti.

domenica 9 dicembre 2007

Giovedì 13 dicembre - Premio Ilaria Alpi

Gara de Nord copii pe strada
un film di Antonio Martino


Dopo la caduta del regime di Ceusescu molti bambini ospiti di orfanotrofi o appartenenti a famiglie disastrate arrivano dalle zone piu povere della Romania e si riversano nelle strade di Bucarest, in particolare alla stazione nord, cercando di sopravvivere a stento chiedendo l'elemosina, prosituendosi e vivendo nei canali sotteranei dei tubi dell'acqua calda che attraversano la città.
Cosa è cambiato per questi bambini dopo 16 anni dalla caduta del regime di Ceusescu?


Dichiarazioni del regista

Dopo una lunga serie di violenti fatti cronaca perpetrate nel 2005 in Italia da parte di giovanissimi rumeni, decisi di andare in Romania per capire meglio ed analizzare le vere condizioni di una società che a stento cerca di riprendersi dopo gli orrori post Ceusescu.
Mi sono chiesto spesso cosa spingesse questi giovani ragazzi rumeni ad essere cosi violenti e spietati, quale fosse il loro background e come avessero passato la loro infanzia, e andando in Romania ho avuto qualche piccola risposta.
Traendo spunto dal libro di Massimigliano Frassi “I bambini delle fogne di Bucarest”, scritto qualche anno dopo la caduta del regime di Ceusescu, che parla della tragica condizione in cui spesso si sono trovati i bambini in Romania negli ultimi anni, e traendo spunto anche dall’esperienza del clown francese Miloud con i bambini che vivevano nei lunghi canali della capitale rumena, decisi nel 2005 di realizzare un video per capire se esistono ancora bambini di strada in a Bucarest ed eventualmente quali fossero le loro condizioni.


Essendo un regista indipendente e non avendo molti soldi da investire nel progetto, ho contattato alcune persone rumene via internet chiedendo loro una mano per realizzare il video, non essendo riuscito a trovare in Italia una sola associazione umanitaria o un solo ente pubblico disposto ad aiutarmi o che fosse interessato al mio progetto. Alla fine sono riuscito a contattare Emanuela Duriga, una giovane psicologa di Bucarest che è stata disposta a farmi da guida e ad offrirmi la sua professionalità di psicologa.
Ho realizzato questo video solo con l’apporto di una telecamera palmare, senza un microfonista, un direttore della fotografia o una segretaria di edizione, dovendomi occupare contemporaneamente di quasi tutti gli aspetti tecnici che riguardavano la realizzazione del documentario.
Inoltre, a causa di una legge che il governo rumeno definisce anti-pedofilia, che vieta di filmare o fotografare bambini minorenni (ma alla fine impedisce solamente ai giornalisti di indagare sulle reali condizioni di questi bambini), ho dovuto filmare spesso con la telecamera nascosta o quasi, rischiando più volte di essere arrestato dai poliziotti (che alla fine mi rilasciavano sempre dopo aver dato loro delle piccole mancette).
Penso però che grazie a questa impossibilità ad operare in modo professionale, grazie anche alle moderne telecamere digitali, sono riuscito ad avvicinarmi moltissimo alla vera realtà di questi bambini che vivono nei canali della città di inverno e per strada d’estate, vittime della pedofilia di strada(perpetrata spesso da turisti stranieri), della droga, e di abusi da parte di genitori alcolizzati, all’autolesionismo. Spesso le televisioni italiane riportano crudelmente notizie di reati perpetrati da giovani rumeni in Italia, ma quasi mai parlano della condizione sociale, culturale nelle quali questi ragazzi sono cresciuti prima di venire in Italia a fare i criminali.

Premi.
• Premio Visioni Doc, Visioni Italiane filmfestival, Bologna 2006
• Premio Iceberg sezione video, concorso Iceberg indetto dal Comune di Bologna, bologna 2006/2007
• Premio Shortvillage, Corto Imola Filmfestival, Imola 2006


Democracy Rocks
di Leonardo Ferri

Diciannove giorni nell'aprile del 2006 hanno cambiato il Nepal restituendolo alla democrazia. Girato fra il settembre del 2005 e il febbraio del 2007, Democracy Rocks racconta la rivoluzione che ha cambiato il volto del paese himalayano attraverso la voce dei suoi protagonisti.

Leonardo Ferri
Giornalista freelance, Ferri studia fotografia e cinema a Firenze e Torino. Nel 2004 inizia la produzione di video documentari con particolare attenzione al fenomeno della transizione e dei conflitti, girando in Sudafrica, Romania, Nepal e India.

venerdì 7 dicembre 2007

Sabato 8 dicembre - Mitumba The second-hand road


Mitumba The second-hand road

un documentario di Raffaele Brunetti del 2005, prodotto dalla B&B Film in coproduzione con Filmtank Hamburg, NDR,Arte e YLE.

E' la storia di una maglietta e del suo viaggio dal nord al sud del mondo. Una riflessione su chi si veste di prima e chi di seconda mano e, soprattutto, di quello che c’è tra la prima e la seconda vita degli indumenti.

E’ stato selezionato al Nanook Film Festival (Palermo, Nov. 2005), Circuito Off - Venice International Short Film Festival (Venezia, Nov. 2005), Human Rights Film Festival (Parigi, Marzo 2006), 16th African, Asian and Latin American Film Festival (Milano, Marzo 2005), Flahertiana (Perm, Russia, Maggio 2006) Arcipelago (Roma, Giugno 2006) e in concorso per il David di Donatello 2006.

La maglietta di Felix, un bambino tedesco di 10 anni, finisce nel cassonetto per la raccolta di abiti usati, da qui inizia il suo cammino che la porterà dall'Europa all'Africa: inizialmente viene donata, poi raccolta, poi venduta e comprata più volte, fino a giungere al termine del suo viaggio ad essere indossata da Lucky, un bambino di 9 anni in uno sperduto villaggio in Tanzania. Si ripercorre la via del commercio degli abiti usati, una via tortuosa e ancora sconosciuta che rivela una realtà sorprendente e sconosciuta a molti.


Note del regista

Mia moglie era appena tornata da un viaggio in Burundi. Mi mostrava delle fotografie quando una in particolare colpì la mia attenzione. Un bambino africano, davanti ai resti delle case distrutte dai massacri etnici, indossava una maglietta con su scritto “Club Ippico Olgiata Roma”. L’Olgiata è una ricca ed esclusiva area di Roma. Il contrasto tra il bambino, l’ambiente e la maglietta che indossava mi attraeva. Cosa c’era dietro quella maglietta, come aveva raggiunto quel posto impossibile? Le ricerche che seguirono aumentarono ancora la mia curiosità. Nessuna associazione benefica aveva donato quella maglietta al bambino, era stata invece acquistata al mercato. In alcuni paesi Africani i vestiti usati costituiscono la prima voce di importazione dove il 90% della popolazione si veste di seconda mano. Li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” perché in Africa é inconcepibile pensare di disfarsi di cose ancora utilizzabili a meno che non appartengano a qualcuno ormai morto.

In collaborazione con Associazione amici del Mozambico e Colletivo Burkina Faso

sabato 1 dicembre 2007

Sabato 1 e giovedi 6 dicembre - LE FERIE DI LICU


Licu è un immigrato regolare del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da "romano", tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D'un tratto però, si trova a dover tornare in Patria per celebrare un matrimonio "combinato", usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale…
Il mese di ferie (non pagate) cui si riferisce il titolo è il periodo che serve a Licu per tornare in un Bangladesh devastato dalle alluvioni, e conoscere e sposare Fancy, ragazza a lui del tutto sconosciuta, scelta dalla famiglia per essere la sua promessa sposa.
Più documentario che film, visto che tutto quello che vediamo scorrere sullo schermo è vera vita vissuta dai protagonisti, Le ferie di Licu è un valido strumento per permettere di analizzare, studiare e capire (forse) meglio il fenomeno dell'immigrazione e le problematiche che vi sono sottese. Licu è un immigrato senza particolari problemi: curioso, volenteroso, pronto a fare sacrifici: nonostante la sua tensione verso la completa integrazione però, non rinuncia alle tradizioni del suo paese natale che, anzi vive, in modo entusiasta. Sul piatto il regista Vittorio Moroni mette parecchia carne al fuoco, forse troppa, con un'opera che mostra asetticamente anche parecchi punti oscuri (almeno ad occhi occidentali) della vicenda di Licu e Fancy,in primis la condizione della donna e il suo stato di quasi segregazione. Certo è che l'opera suscita più di una riflessione: dopo aver visto tanti matrimoni combinati per "finzione cinematografica", stavolta il pubblico si deve confrontare con la, a tratti incomprensibile, realtà dei fatti. Anche questo film, come il precedente Tu devi essere il Lupo, è stato prodotto Da Vittorio Moroni con il coraggioso sistema dell'autofinanziamento. (da mymovies.it)